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Condividi

ajadabyaImmagineMentre la guerra infuria ad al Ajdabiya, 150 kilometri a sud di Bengasi, il portavoce del consiglio nazionale transitorio Mohamed Gherriani ha fatto alcune dichiarazioni importanti nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel media communication center di Bengasi.

 

 

 

Il portavoce ha finalmente ammesso ciò che era evidente a tutti da giorni, ovvero che le truppe insorgenti non controllano Al Ajdabiya. Nessuno dei varchi per la città è aperto: gli insorti non riescono a ricevere rifornimenti e tanto meno rinforzi. Stando alle dichiarazioni di Mohamed Gherriani le truppe rivoluzionarie avrebbero ormai liberato l'80 per cento della città. Il dubbio che si tratti di propaganda, e non di informazione, è molto forte. Sul campo, la situazione appare drammatica: impossibile avvicinarsi più di cinque kilometri alla città, il cui confine est è perennemente bersagliato da colpi d'artiglieria. Nonostante l'evidente debolezza in campo militare, il consiglio nazionale transitorio precisa che l'ipotesi di un intervento di forze militari terrestri della coalizione resta, al momento, un'opzione da valutare con estrema cautela. Chiede invece alla coalizione di continuare ed intensificare gli interventi dell'aviazione su Tripoli. " Gheddafi controlla le città, ma non controlla la popolazione. Ogni volta che entriamo una città centinaia di giovani si uniscono alla rivolta. Se l'aviazione della coalizione continuerà a fare il proprio lavoro, crediamo d'essere in grado di liberare l'ovest del paese con le nostre forze".
Bengasi è oggi una città tranquilla. Le manifestazioni si susseguono, in piazza della giustizia. Oggi, per la prima volta da quando ci troviamo in città, le donne hanno partecipato ai cortei, rivendicando il loro ruolo nella genesi della rivolta.