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bengasiImmagineLe ambulanze che arrivano all’ospedale al Jala di Bengasi sono sempre di meno. Da ieri, viaggiano a fari spenti e senza lampeggianti: ad Ajdabya si spara su qualunque cosa si muova, ormai da giorni.

di Ugo Lucio Borga da Bengasi

 

 

L’ultima ambulanza è rientrata con il corpo di uno degli infermieri dell’equipaggio. Stava cercando di soccorrere un ferito, quando è stato colpito ad una gamba. Caduto in terra, è stato raggiunto e finito da un mercenario. Gli hanno cavato gli occhi: nessuno deve vedere quello che succede ad Ajdabya. I corpi senza vita dei giovani combattenti vengono adagiati sul pavimento dell’ospedale. Le truppe di Gheddafi sono posizionate all’interno della città, su una collina dalla quale riescono a controllare ogni via d’accesso. Centinaia di persone tentano di lasciare Ajdabya, pochissime ci riescono. Gli abitanti di Bengasi sperano ancora in una vittoria che appare, sul campo, sempre meno probabile, nonostante l’intervento della comunità internazionale. Di fatto, solo Bengasi è ancora nelle mani dei ribelli. Nella piazza principale, piazza della giustizia, questa sera un corteo di donne ha manifestato per invocare la liberazione di Ajdabya e l’aiuto dei paesi arabi. Molti dubbi hanno espresso sulla possibilità di un intervento di truppe di terra appartenenti ad eserciti occidentali: il timore è che la Libia si trasformi in un nuovo Iraq.