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bengasi008Non è mai facile credere nelle ragioni di una guerra. Ma è impossibile non credere in una rivoluzione. L’entusiasmo che si respira in questi giorni nella città più importante della Cirenaica è davvero difficile da tradurre in parole. Centinaia di colpi di contraerea hanno salutato, ieri, i corpi dei giovani miliziani uccisi durante i combattimenti alle porte di Bengasi.

Di Ugo Lucio Borga da Bengasi

 

 

Le bare sono state deposte nella piazza principale, e circondate da migliaia di persone che hanno giurato di vendicare la morte dei compagni e inneggiato alla libertà. Ieri Bengasi si è svegliata con  la consapevolezza che il mondo non l'ha abbandonata, ma nessuno si illude che Gheddafi molli la presa. Intensi combattimenti sono esplosi a circa 40 kilometri da Bengasi, tra le quattro e le sei di ieri mattina. Una trentina di blindati e tecnical si sono affrontati in una battaglia di cui abbiamo avuto testimonianze dirette solo intorno alle 13, quando le truppe ribelli sono rientrate in città trasportando i corpi dilaniati di una decina di mercenari. Oggi si combatte a Ajadabya, impossibile raggiungerla: un intenso fuoco di artiglieria pesante e razzi sbarra l’unica strada d’accesso alla cittadina, che i rari profughi confermano essere stata praticamente rasa al suolo. Il pericolo più grande per la città è rappresentato da cellule dormienti, lealiste, che colpiscono all'improvviso in vari quartieri e altrettanto velocemente si dileguano. Ieri sera, percorrendo il centinaio di metri che separa il centro comunicazioni dal nostro albergo, siamo stati bersagliati da colpi di Kalashnikov e granate sparate da un cecchino annidato nel palazzo di fronte. Bengasi di notte si trasforma in una città pericolosa difficilmente decifrabile. La sensazione, di cui cercheremo conferma nei prossimi giorni, è che la rivoluzione sia stata effettivamente opera di giovani e giovanissimi, che ora dovranno confrontarsi con un conflitto che si preannuncia lungo e difficile, nonostante l'appoggio delle nazioni unite. Sul terreno, molto conterà l'esperienza in campo militare, di cui le truppe ribelli sono in generale sprovviste, mentre Gheddafi può contare su uno stato maggiore formato da ufficiali esperti e un esercito che dispone di una certa mobilità. Rumors parlano di arruolamenti forzati da parte delle truppe fedeli al regime: stando a queste testimonianze, la cui attendibilità è tutta da verificare, un veicolo con a bordo civili in fuga dai combattimenti che infuriano nei dintorni di Ajadabya sarebbe stata intercettata e gli occupanti costretti a imbracciare le armi contro i rivoluzionari.