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idoneita_ongLa sigla ong sta per Organizzazione Non Governativa, si tratta di organizzazioni di volontariato e cooperazione internazionale indipendenti dal potere pubblico o governo, dal quale però sono riconosciute e possono ricevere finanziamenti per progetti specifici. In Italia oggi le ong riconosciute dal Ministero sono 256 e molte di loro si riuniscono in aggregazioni o federazioni per condivisione di valori o di linee operative.

L'Unione Europea le definisce anche Non State Actors, attori non statali. In Italia vi è una differenza specifica tra le associazioni di Solidarietà (le onlus) e le ong. Le prime di solito nascono in modo spontaneo intorno all’ideazione e gestione di un progetto specifico; le ong, invece, hanno una vera e propria organizzazione con una struttura operativa e devono ottenere un riconoscimento specifico dal Ministero affari esteri sulla base della legge 49 del 1987 che ancora oggi regola la materia della cooperazione italiana. Storicamente le ong sono diventate tali dopo essere nate come associazioni spontanee ed è frequente avere ong che hanno fatto questo passo in avanti negli anni '80 grazie ai significativi finanziamenti per la cooperazione internazionale che venivano stanziati in quel periodo. Non è più così oggi poichè finanziamenti pubblici per la cooperazione internazionale sono ridotti al lumicino.

La base popolare, cioè il numero di soci che sostengono l'ong, può essere più o meno sviluppata, ma caratteristica comune a tutte è il fatto di essere no profit: l'essere organizzazione non governativa presuppone anche il fatto di non essere lucrativa. Le ong hanno uno statuto legale, cioè sono state legalmente costituite dai propri soci originari, credono in alcuni valori e principi che divengono base per la loro azione quotidiana.

In Italia oggi le ong riconosciute dal Ministero sono 256 e molte di loro si riuniscono in aggregazioni o federazioni per condivisione  di valori o di linee operative.

Secondo l’ultimo Rapporto della Fondazione Migrantes nel 2009 le ong italiane hanno registrato entrate per 1 miliardo di euro e impiegato 27 mila persone, suddivise equamente tra dipendenti e volontari. In tutto il mondo, gli “emigrati nel settore della solidarietà internazionale” sono 200 mila, ha spiegato la curatrice del Rapporto, Delfina Licata. Di essi gli italiani sono 6.153 (2007)

Le aggregazioni più significative tra le ong italiane sono:

la FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario), conta 64 membri che condividono l’ispirazione cristiana

il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), raggruppa 28 ong

il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), raggruppa 46 ong

    Alcune ong, tra cui le componenti italiane di ActionAid International, Amref, Save the Children, Terre des hommes, Vis e Wwf, hanno dato vita al Coordinamento Italiano Network Internazionali (CINI) per rispondere all'esigenza di coordinare al meglio le loro attività di sensibilizzazione, informazione e advocacy.  Altre, come Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv e Gvc, si sono coordinate nella rete Link 2007. Nel campo degli aiuti umanitari, invece, è stata costituita AGIRE, l’Agenzia italiana risposta emergenze, che comprende 12 ong italiane: ActionAid, Amref, Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos, Save the Children, Terre des Hommes, Vis e Wwf. In ultimo, 7 ong italiane e straniere hanno costituito il Network Alliance 2015 sul tema della Efficacia dell'aiuto.

    I principali settori di attività delle ong si possono sintetizzare in:

    -  Educazione allo sviluppo o cittadinanza mondiale;

    -  Informazione e lobbyng ;

    -  Cooperazione diretta con il Sud, che a sua volta si articola in numerosi ambiti come agricoltura, sanità, sviluppo locale, diritti umani, empowerment femminile, ecc..

    Come visto sopra alcune ong si sono caratterizzate per interventi specifici, azioni di emergenza nei paesi in guerra o di lobbyng sulle istituzioni internazionali, le organizzazioni più diffuse, tuttavia, almeno in origine, sono quelle che si occupano di cooperazione allo sviluppo, intese come “libere associazioni di cittadini che, per motivazioni diverse, si impegnano a dare un contributo alla soluzione dei problemi del Sud del mondo”. A livello europeo le ong di sviluppo hanno sottoscritto una carta dei valori comuni  cui fare riferimento che chiarisce alcuni principi di azione, tra cui la flessibilità, intesa come capacità di adattarsi alle comunità locali aprendo collaborazioni proficue con partner locali. E questo è il tipo di ong di cui riportiamo la voce nel nostro sito.

    Per approfondire:

    "Ong: una storia da raccontare. Dal volontariato alle multinazionali della solidarietà" di Sergio Marelli, Carocci Editore 2011

    “Un altro futuro per il mondo. Le Ong italiane per lo sviluppo e la solidarietà internazionale“ a cura di A. Alberti - C. Giudici,  2003

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