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giappone-terremoto-tsunami_650x435In seguito al terremoto che ha devastato il Giappone l’11 marzo, con il passare del tempo la popolazione giapponese avverte il bisogno di tornare alla normalità e di lasciarsi il disastro alle spalle. Se per chi ha perso la casa e le persone amate quest’impresa sarà difficile, per coloro che hanno avuto più fortuna è forte il desiderio di partecipare alla rinascita economica del Paese.

 

Lo scrittore spagnolo Hector García ha vissuto in Giappone per molti anni e il suo blog “A Geek in Japan” ha rappresentato per molti spagnoli una finestra sulla vita quotidiana di Tokyo. Dopo la catastrofe ha continuato ad aggiornare il suo blog con le informazioni riguardanti gli effetti delle scosse di assestamento, dando alla popolazione il senso di quanto stava accadendo a Tokyo in seguito al terremoto e alla crisi nucleare. Nel suo post del 23 marzo descrive il bisogno di tornare alla normalità, dal momento che l’angoscia ha influenzato anche coloro che avrebbero voluto dare una mano: le persone sono rimaste incollate alla TV o ai notiziari terrorizzate al pensiero di dover abbandonare le proprie case. Le imprese sono state temporaneamente chiuse lasciando senza alcun reddito le persone, che necessitavano di denaro per tornare indietro ad aiutare le proprie famiglie nei rifugi:

 

“Dobbiamo operare attivamente attraverso donazioni e altri mezzi. Tuttavia, è ugualmente importante o forse lo è ancora di più, tornare alla nostra routine quotidiana. E’ fondamentale per tutti noi tornare in palestra, uscire la sera, comprare qualche libro. Come facevamo prima. Dobbiamo mettere a tacere la paura, smettere di guardare i notiziari ogni minuto e uscire per godere della diversità della vita. In questo modo aiuteremo le vittime e il Giappone a riprendersi da quanto è accaduto. La salute fisica di decine di migliaia di persone nell’area di Tohoku è in pericolo, così come quella mentale ed economica di milioni di cittadini giapponesi.

 

Chitaka2000, su YouTube, dove normalmente carica video riguardanti automobili e motori, questa volta ha postato un filmato differente. Mentre camminava nella sua città, Tokyo, ha registrato un video che mostra come le attività quotidiane sono leggermente cambiate quando le luci sono spente o la gente deve rifornirsi di batterie. I commenti alle immagini chiariscono segni e altri aspetti culturali: la mascherina indossata dai passanti è una protezione dalla febbre da fieno e non dalle radiazioni, come molti erroneamente pensano. JuneHoneyBee vive a Tokyo e con questo video cerca di mostrare come la vita in città continui ad andare avanti:

 

“Mentre l’attenzione è così tanto concentrata su orribili notizie di distruzione, ci sono anche molti piccoli aspetti della vita quotidiana di cui vale la pena godere. Questa serie di video rappresenta lo sforzo di incentrare l’attenzione su quanto sta avvenendo in altre parti del Giappone: come le persone trascorrano la vita di tutti i giorni e quanto io apprezzi le piccole cose, quelle quotidiane, per le quali amo il Giappone.”

 

Michael Keferl, Darrell Nelson e Joanne Yu mostrano in CScout Japan come la vita prosegua come al solito a Tokyo, a Chiba e a Shinagawa. Michael scrive:

 

“La vita è certamente diversa a causa delle restrizioni all’uso dell’energia elettrica e del numero limitato di treni. Tuttavia, a sentire i notiziari internazionali, pare che tutto il Giappone sia sommerso e sofferente. Miyagi e Iwate sono l’epicentro, mentre noi, fondamentalmente, abbiamo sperimentato inconvenienti minori. Questo è da tenere bene a mente.”

 

[Testo originale di Juliana Rincon Parra, tradotto da Alessandra Solaro. Ripreso da Global Voices Online in Italiano con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0.]

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