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censura-400x600Nonostante la censura imposta alla gran parte degli organi di comunicazione russi sia da sempre una costante, una recente lettera firmata dai reporter dell’emittente privata REN TV ha dimostrato come anche una piccola oasi di libertà possa essere spazzata via da uno tsunami di paranoia politica.

 

Di Vadim Isakov

 

La lettera [ru, come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato] sottoscritta dagli impiegati del servizio di informazione di REN TV è apparsa sul sito web dell’uomo politico anti-governativo Vladimir Ryzhkov. In essa si accusano i dirigenti dell’emittente, uno dei maggiori canali televisivi privati russi, di aver inserito nella lista nera i nomi dei membri dell’opposizione russa e di evitare argomenti quali l’abuso dei diritti umani e i problemi sociali:

 

Costoro [REN TV I dirigenti] hanno già definito una lista nera di politici il cui passaggio televisivo è proibito, come nel caso dei famosi leader dell’opposizione Boris Nemtsov e Garry Kasparov. Ogni critica indirizzata alla “Russia Unita” e ai suoi leader è vietata. Il canale di informazione politica è drasticamente cambiato. I reportage sui problemi sociali, sulle lotte per i diritti umani e sulla volubilità dei funzionari di governo, sono stati sostituiti da episodi di cronaca nera, resoconti sui successi deisiloviki [ex dipendenti del KGB, poliziotti, militari e ufficiali] e notizie preconfezionate che incensiscono governatori e senatori.

 

Un giornalismo degradato

I dirigenti della REN TV hanno respinto l’accusa e giudicato i loro autori dei “folli”. Tuttavia i blogger hanno preso le loro parti e condannato la censura dei media russi.
La radio Finam FM ha ospitato Yuri Pronko il quale dichiara sul suo blog:

 

“In Russia, la professione del giornalista è stata completamente svalutata. Il giornalismo, in quanto tale, non esiste nel Paese. Ne sono rimaste solo le sembianze, come pure della politica. Tutto è diventato chiacchiera.

 

E’ difficile continuare a praticare questaprofessione specialmente se non esistono gli spazi per farlo. L’ultimo baluardo di televisione libera che avrebbe potuta essere rappresentato da REN TV è sul punto di crollare. Sempre più spesso, i giornalisti praticano l’autocensura, l’autocontrollo per evitare di perdere il proprio impiego.”

 

Oleg Kozyrev (oleg-kozyrev) sposta l’attenzione su un grafico pubblicato dalla società che conduce analisi sulla Rete Medialogiya. Il grafico mostra come REN TV abbia ridotto la copertura di Boris Nemtsov, una figura apertamente critica nei confronti del governo russo, da gennaio fino allo scorso aprile. Nello stesso periodo, quella relativa al governo del partito dell’Unione Russa è rimasta alta.
Altri netizen esprimono un pò di sorpresa nei confronti della censura praticata da REN TV. “Le elezioni sono vicine e le tradizioni della Russia molto forti,” scrive il blogger georgiano olegpanfilov2, “Prima delle elezioni, si verificano scontri o la nazionalizzazione dei mezzi d’informazione”.

 

“Più ci avviciniamo alle elezioni e più la situazione si fa chiara” svorodnikov gli fa eco. “Questa è la modernizzazione di Medvedev espressa all’ennesima potenza,” conclude il blogger drandin. “Questa libertà targata Medvedev è comunque meglio di niente.” [ in riferimento alla famosa citazione di Medvedev]

 

Tuttavia, sembra che alcuni blogger abbiano attuato una resistenza aperta nei confronti della censura su REN TV. A quanto pare, la lettera anonima ha ricordato alla popolazione una pratica ampiamente praticata nell’Unione Sovietica, quando una lettera senza nome poteva facilmente incarcerare una persona innocente.

 

Nel blog Slon.ru, Vasiliy Gatov ha criticato gli autori della lettera per non aver reso pubblici i propri nomi:

 

“Quello che penso è questo. Anche se la lettera fosse stata scritta da qualcuno interno ai servizi di informazione della REN TV, la scelta dell’anonimato può significare solo una cosa: le persone vogliono continuare a lavorare in quella “scatola” [la televisione] e nutrirsi di quella droga scadente al punto di arrivare ad occultare i propri nomi (per paura di perdere il proprio comodo posto di lavoro dotato di ammortizzatori sociali) nel momento stesso in cui denunciano i disgustosi metodi della nuova amministrazione.”

 

Vecchi e nuovi mezzi di informazione

 Spesso prominenti giornalisti russi hanno messo in guardia in merito alla scomparsa di effettivi mezzi di informazione nazionali. Vladimir Pozner, un famoso conduttore televisivo, ha recentemente dichiarato[en] che l’autocensura in Russia ha raggiunto oggi “il livello più alto mai riscontrato”.

 

In una precedente intervista a PBS Frontline [en], Pozner ha parlato anche dell’assenza di “punti di vista differenti” tra i network televisivi. Professionista dei mezzi di informazione Pozner è noto per la citazione di un famoso poeta russo Yevgeny Evtushenko attraverso la quale definisce il principio di autocensura russa:

 

“Un colto vicino di casa di Galileo
Era intelligente come Galileo stesso.
Egli sapeva che la Terra ruota
Ma aveva anche una famiglia.”

 

Il fenomenale discorso [ru, con sottotitoli in inglese] del famoso giornalista russo Leonid Parfenov rilasciato alla fine del 2010 e inerente alla libertà dei mezzi di informazione, ha provocato una forte reazione nella comunità dei mass media senza peraltro modificarne lo stato di censura. E’ emblematico che le sue parole abbiano raggiunto un ampio pubblico grazie alla pubblicazione sui blog e sui social network e non tramite le trasmissioni televisive che evitano accuratamente di mandarle in onda.

 

Sarebbe fin troppo logico per  reporter russi che desiderano esprimersi apertamente pubblicare online e abbandonare i classici mezzi di informazione. Dopotutto, le persone considerano i blog e i portali d’informazione online più liberi rispetto ai vecchi media. Nonostante ciò, radio, televisioni e giornali focalizzano ancora su di loro l’attenzione della maggioranza della popolazione  russa e rappresentano la fonte primaria attraverso cui in ogni angolo del Paese è possibile accedere alle notizie. Lo sviluppo di Internet potrebbe portare a qualcosa che secondo Pozner i russi non hanno mai avuto e che mai sarebbero arrivati a desiderare: la libertà di parola.

 

[Testo originale di Vadim Isakov, tradotto da Alessandra Solaro. Ripreso da Global Voices Online in Italiano con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0.]

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