Logo
focsiv
Condividi

wadepresidentDa ieri sera,  lunedì 27 giugno, la capitale senegalese e la sua periferia sono a ferro e fuoco. Barricate nelle strade, pneumatici, tronchi d’albero e spazzatura incendiate nelle piazze. Veicoli distrutti. Decine di edifici saccheggiati. Presi d’assalto dalla rabbia popolare in particolare le sedi dell’agenzia delle entrate e della Senelec, il gestore dell’elettricità.

La testimonianza diretta di Rossella Semino, volontaria CISV in Senegal.

 

di Silvia Pochettino

 

La polizia non è stata in grado di contenere le manifestazioni che per tutta la giornata di oggi hanno continuato a crescere in modo spontaneo nei diversi quartieri della città.

“E’ un malumore accumulato nel tempo” ci spiega al telefono Rossella Semino, volontaria Cisv a Dakar da quattro anni, “esacerbato dai continui black out di corrente che nell’ultimo anno si sono intensificati in modo spropositato  diventando praticamente giornalieri per una media di 5 ore al giorno. La scintilla che ha fatto scoppiare la situazione poi è stata la proposta di legge per cambiare la Costituzione a favore di un possibile nuovo mandato di Wade, così sono iniziate le prime manifestazioni il 23 giugno”.

Ora la proposta di legge è stata ritirata ma le manifestazioni aumentano. Mentre parliamo un imponente quantità di persone si è concentrata di nuovo in rue Birago Diop, quartiere generale del presidente Wade. “Si vede fumo per le strade, e le manifestazioni sorgono spontanee ovunque, è per questo che la polizia non riesce a controllarle” racconta Rossella dalla sua postazione nella sede del Cisv  “per noi espatriati è meglio non andare troppo in giro in questo momento anche se non c’è un vero pericolo dichiarato”

 L’elezione di Abdoulaye Wade nel 2000, sostenuta in larga misura dai giovani senegalesi, aveva messo fine a 40 anni di regime socialista suscitando enormi speranze per il Senegal: speranze deluse difronte all’impennata della disoccupazione nel paese, alla crescita dei prezzi dei prodotti alimentari e alle continue, odiose, “coupures” (black out) di corrente  “A noi sembra che le coupure siano usate in modo politico, come un braccio di ferro tra governo e manifestanti.  Ieri il black out è durato più di 20 ore, non si era mai visto. Sono state anche bloccate le comunicazioni telefoniche“.

A guida della rivolta il movimento Y’en a marre, nato dal gruppo rapper Keur Gui, che ironizza: “Wade aveva promesso lavoro per i giovani, ma ha dato lavoro solo alla sua famiglia. Più gli anni passano più l’onnipresente famiglia presidenziale si fa sentire negli affari dello Stato”.  Gougui (il “vecchio” in wolof”) come viene soprannominato il presidente ormai 86enne, benché abbia affermato di volersi presentare ancora nel 2012, si pensa stia preparando il passaggio del potere a suo figlio Karim, già ministro dello Stato, della Coooperazione internazionale, dei Trasporti aerei, delle Infrastrutture e dell’Energia. Da parte sua la first lady è presidentessa di un’importante fondazione e la figlia  Sindyely è consigliera personale del Presidente oltre che delegata generale aggiunta al terzo Festival mondiale delle arti negre.

 

 

Quando la gente è esasperata basta poco per accendere la miccia” commenta Rossella Semino.  Il problema poi è riuscire a spegnerla.