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Appunti, spunti e riflessioni raccolti nel corso della ricerca “Integrare le ICT nei progetti di cooperazione internazionale. Costruzione di un know-how per un uso strategico e sostenibile delle ICT4D da parte delle Ong italiane”, progetto cofinanziato da Volontari per lo sviluppo insieme a Fondazione Goria e Fondazione CRT nell'ambito del Master dei Talenti della Società Civile.


Autore

serena cartaSerena Carta è laureata in Relazioni internazionali e tutela dei diritti umani presso la Facoltà di Scienze politiche di Torino. Per Volontari per lo sviluppo studia le ICT nella cooperazione e collabora alla realizzazione e organizzazione del programma formativo di Ong 2.0. Ha lavorato in un'agenzia delle Nazioni Unite occupandosi di e-Learning e comunicazione per il no profit. Nel tempo libero scrive di #cervellidiritorno sul magazine Vita non profit. Per segnalazioni su #ICT4dev, la trovate su Twitter: @SerenaCarta.

 

 


 

Da che mondo è mondo, le mappe aiutano a orientare. Il centre Seruka di Bujumbura in Burundi ha scelto di lanciarsi nel crowdmapping, chiedendo la collaborazione dei cittadini per pianificare nuove strategie d'azione per la presa in carico e la prevenzione delle VBG (violenze basate sul genere). Come sta procedendo il design della mappatura?

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

Il post che segue (in inglese) è stato pubblicato sul sito dello Spider center di Stoccolma, dove ho trascorso i primi 3 mesi del periodo all'estero previsto dal Master dei talenti della società civile. Riassume gli insegnamenti raccolti nella prima fase di "scoperta" delle ICT4D e del framework concettuale costruito dagli accademici. 

34 giorni in Burundi. A sperimentare le ICT in un progetto di sensibilizzazione sulla violenza sessuale di genere e la presa in carico delle vittime. Insieme all'ong CCM (Comitato Collaborazione Medica) di Torino. Noi si parte, a tutti voi amahoro.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

 CCM Burundi Violences NewDicono che il Burundi sia un paese incantato e tormentato. L'accoglienza e la dolcezza della gente, che trova le sue radici sulle sponde del grandissimo lago Tanganica e nelle verdi colline che a qualcuno ricordano quelle del Monferrato ad altri quelle elevetiche, convive con un passato di guerra e distruzione (la guerra civile scoppiata nel 1993 si è conclusa nel 2005) e un presente turbolento (con il presidente Pierre Nkurunziza che si starebbe preparando al suo terzo, incostituzionale, mandato).

Il “cuore dell'Africa” - poco meno di 28 mila km² e la parola amahoro (che in kirundi, la lingua locale, significa pace) per salutarsi – costretto a fare i conti con numeri e indici che lo classificano tra i più poveri del mondo: secondo l'Indice mondiale della fame - elaborato dall'International Food Policy Research Institute - sono sedici i paesi che registrano allarmanti livelli di fame, e il Burundi sta al primo posto.

Noi per Bujumbura, la sua capitale, partiamo tra poche ore. Noi, cioè la sottoscritta e Fabrizio Furchì, delegazione di Ong 2.0 che nei prossimi 34 giorni lavorerà insieme all'ong torinese CCM e al Centre Seruka, che da diversi anni si spendono sul territorio su due fronti principali: a. la sensibilizzazione e l'informazione sulle violenze di genere rivolta alle comunità locali e b. la presa in carico delle vittime attraverso l'offerta di servizi sanitari, sociali e giuridici.

Obiettivo del nostro viaggio? Supportare lo staff di Seruka nella creazione di un sito internet che presenti e racconti le sue attività e lanciare un processo di mappatura online partecipativa sul modello di Harassmap, per stimolare la circolazione delle informazioni sul fenomeno delle violenze.

Partiamo armati di pc, telefoni, macchina fotografica, Moleskine, penne, articoli e report, tanti racconti e suggerimenti che in questi ultimi mesi molte persone hanno condiviso con noi. Ringraziamo, in particolare: Iside Baldini, che in Burundi ha condotto per il CCM una ricerca sulle violenze di genere; Paolo Brunello, esperto ICT4D e grande conoscitore del paese; Viviana Brun e lo staff dell'ong CISV che proprio dal Burundi nel lontano 1973 ha iniziato la sua avventura.

Noi siamo pronti. Voi seguiteci sui nostri canali Twitter, Facebook, Instagram e qui su Vps con l'hashtag #connectBurundi.

amahoro!

 

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9 maggio | Donne vittime di violenza: quali strategie per la riabilitazione


Consulenza realizzata nell’ambito del "Projet pilote de décentralisation des services de prise en charge des violences sexuelles dans 3 provinces du Burundi" (ref. BU _ UE /2014/ CNP/07) avviato dall'ong CCM - Comitato Collaborazione Medica grazie al sostegno dell'Unione Europea.

Help to help è un'ong svedese che attraverso il crowdfunding finanzia le rette universitarie degli studenti più meritevoli della Tanzania. È nata da un gruppo di studenti di Stoccolma che vogliono investire nell’auto-sviluppo del continente africano. Un esempio interessante di cooperazione 2.0.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

A fine settembre un Frecciarossa mi ha traghettato a Roma alla Social Media Week per parlare (per la prima volta offline) di tecnologie nella cooperazione internazionale. Una delle mission della ricerca che sto svolgendo (grazie al contributo, ricordiamolo, di Fondazione Goria, Fondazione CRT e ong CISV) è per l'appunto quella di sensibilizzare le ong a una cultura tecnologica volta all'uso appropriato e sostenibile delle ICT.  

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

Una giornata internazionale per incoraggiare ragazze e giovani donne a interessarsi alle ICT, un ambito di studio e lavoro troppo spesso appannaggio del mondo maschile. È il Girls in ICT day, celebrato ogni anno ad aprile dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

D'azzurro e di rosa vestite, si muovono sulle due ruote portando con sé laptop e macchine fotografiche, ma anche misuratori di pressione e kit per l'analisi del sangue. Sono le Info Ladies, che attraversano in lungo e in largo il Bangladesh e vendono agli abitanti delle zone rurali servizi e informazioni altrimenti inaccessibili.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

A inizio aprile Google ha premiato le migliori esperienze africane che attraverso i suoi prodotti (da Google Maps a YouTube) hanno creato un impatto positivo sulla vita dei propri concittadini. Alla competizione Africa Connected hanno partecipato più di 2 mila persone da 35 paesi dell’Africa subsahariana. I cinque vincitori si sono aggiudicati 25 mila dollari e assistenza futura da parte di Google per implementare il proprio progetto. Filantropia? Quali interessi ha Big G nel continente africano?

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

«È difficile darne una definizione esaustiva, ma l’open development è già realtà e tante sono le opportunità ancora da scoprire». Che cosa significa che la cooperazione allo sviluppo è open? Ce lo spiega Pelle Aardema, "technology evangelist" del non profit olandese, tra gli organizzatori dell'Open development camp che si terrà ad Amsterdam il prossimo ottobre.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

Abbattere il muro del silenzio con la musica per parlare di corruzione durante un concerto, alla luce del sole. Tornare a casa, scaricare le canzoni dal cellulare, inviarle ai propri amici e continuare la discussione su Facebook. Chanjo, una campagna contro la corruzione che ha fatto il giro della Tanzania, ha innescato un circuito offline-online che ha diffuso la voce dei tanzaniani attraverso microfoni e social media. 

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

«Text to change aiuta le ong a lanciare campagne sociali e a collezionare dati via sms, a monitorare un progetto e a valutarne l'impatto tramite i telefoni cellulari, a condividere informazioni con migliaia di persone». Nel cuore di Amsterdam Vps ha incontrato Hajo van Beijma, fondatore di Text to change, impresa sociale che ha messo la tecnologia mobile al servizio della cooperazione internazionale.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

Sono sempre più frequenti i titoli che esaltano la potenzialità della tecnologia di rivoluzionare il mondo: dalla Primavera araba alla diffusione dei telefoni cellulari nel continente africano, trasformi la realtà con un iPhone. Ma le cose stanno veramente così? A un'analisi più attenta, la tecnologia appare come uno dei tanti mezzi a nostra disposizione per affrontare le complesse sfide della modernità.   

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

«A mia conoscenza, nessun progetto che coinvolge le tecnologie della comunicazione realizzato sino ad ora è da considerarsi di successo». Una provocazione arrivata da Tim Unwin, da molti ritenuto il "guru-dei-guru" delle tecnologie per lo sviluppo, durante il simposio sulle ICT4D che venerdì 16 maggio si è tenuto alla VU University Amsterdam. Il convegno ha riunito informatici, antropologi e scienziati politici per riflettere sul ruolo delle ICT nel contesto dello sviluppo oggi e domani. La sintesi degli interventi più significativi. 

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]

Informatici, geografi, sociologi, politologici, antropologici: il settore delle ICT4D è per definizione multidisciplinare e coinvolge attori diversi. All'Università di Stoccolma lo Spider center si occupa di riunire intorno a uno stesso tavolo professionisti, ricercatori, organizzazioni della società civile e istituzioni per creare una rete globale capace di implementare la tecnologia in un'ottica inclusiva e di sviluppo.

[Serena Carta - dalla rubrica ICT4dev]